tedesco

Cercare lavoro ad Amburgo: il Praktikum

(Dal blog “Hamburger di Amburgo” su Zingarate.com)

10 dicembre 2013

 

Qualsiasi sito, qualsiasi blog è ormai saturo di richieste quanto di risposte, con annessi link a piattaforme web che potrebbero realizzare il desiderio espresso al genio della lampada: trovare un lavoro.

“La Germania non é il paradiso”, anche questa una frase che vi sarà ormai uscita dalle orecchie. Ebbene, purtroppo é abbastanza vicina, se la paragoniamo al resto dei Paesi del Sud Europa in cui il nostro Paese lascia spiccare il suo baratro.

La verità più sorprendente, la differenza più lampante, é che in Germania, un Paese che si fonda sul Welfare con programmi e fondi di supporto ai cittadini, gli uffici di collocamento funzionano davvero. Non sono l’ultima spiaggia di disoccupati e cassintegrati, come potremmo pensare in Italia. Il Bundesagentur für Arbeit è uno sportello dignitosissimo dove andare a registrarsi per cercare un’occupazione corrispondente alle proprie abilità, necessità ed esperienze. Vengono offerti, addirittura, dei servizi internazionali per agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro, specie attraverso la piattafroma Jobbörse dove le aziende inseriscono gli annunci e selezionano i candidati, onde evitare qualsivoglia calunnia – anche nella “terra promessa” bisogna aprire bene gli occhi e diffidare di strane richieste come contratti anticipati, colloqui non necessari, dati di carte di credito per accrediti mai pervenuti e roba di questo genere.

pf. Jens Schlueter per spiegel.de

Amburgo, in particolare, non é ancora satolla di italiani che hanno colonizzato ristoranti, alberghi, uffici, parrucchieri e chi più ne ha più ne metta. Ne arrivano tanti, ogni giorno, come dovunque, ma potreste trovare ancora qualche “buco”.


Non voglio, quindi, stilare una lunga lista di “hyper-speranze” che vi connettano a bandi e proposte. Mi limito a segnalarvi i due siti dove ho personalmente trovato le occasioni che mi hanno spinta all’espatrio. Uno è Stellenwerk-hamburg.de , presente in altre città tedesche, ma con domini singoli. Dedicato specialmente agli studenti grazie al contatto diretto con le università, apre posizioni di lavoro durante lo studio con i famosi e discussi mini job a tetto massimo di 450€ mensili. Oppure tirocini per tesi, ma soprattutto l‘apprendistato post-lauream, il cosiddetto Praktikum la cui retribuzione viene stabilita dall’azienda, ma generalmente non supera i 1000€ brutto. Potremmo tradurre questa dicitura con il nostro “lordo”, ovvero: a quella somma bisognerà sottrarre una quota di tasse proporzionale al guadagno, principalmente riguardante le spese sanitarie. Per esempio, con un salario di 1000€ lordi, si “lasceranno” alla krankenkasse almeno 200€. Nella maggior parte dei casi, però, il praktikum diventa il primo impiego, cosÌ quei contributi che possono sembrare eccessivi, diventano solo il primo mattoncino della vostra assistenza futura, un sacrificio che vi verrà puntualmente reso in servizi più che efficienti.

Stesse funzioni di Stellenwerk vengono assolte da Jobmensa, che copre tutta la Germania in un solo sito web, perciò attenti a selezionare la città che vi interessa e pazientate nel creare un profilo con i vostri dati per consultare le offerte ed inoltrare eventuali candidature.

Nel caso in cui, quindi, foste ancora studenti, Amburgo é la città perfetta per un tirocinio in azienda. Perchè, (come in tutto il mondo, in realtà) questi i settori che hanno ancora bisogno di personale: gli ingegneri, i project e content manager, gli esperti di marketing ed informatica qui avranno solo l’imbarazzo della scelta, potendo perfino permettersi di ignorare il problema della scarsa (o nulla) conoscenza del tedesco – che in barba a sogni ed aspirazioni è un ostacolo fondamentale e spesso insormontabile.

“In vacanza” con Erri De Luca alla Literaturhaus di Amburgo

Dal blog “Hamburger di Amburgo” su Zingarate.com

13 Novembre 2013

 

Accaparro straordinariamente un posto in seconda fila dopo 15 minuti di camminata svelta nella nebbia fitta delle 18:30 amburghesi, attraversando Mundsburg Brücke con vista (mica tanto chiara) sull’Außen Alster e straordinari hotel a cinque stelle.

Il Literaturhaus cafè di Schwanenwik 38 (cliccate QUI per consultare i prossimi eventi) non é meno sontuoso e regale. In una sala interna adiacente al ristorante, con affreschi sul soffitto e luci soffuse al miele, la preview del documentario di Claudio Magris ed Erri de Luca, in onda sul canale ARTE questa sera alle 22:00 (auf Deutsch, natürlich!) è già iniziata. Sono circondata da tedeschi inspiegabilmente legati alla cultura italiana che ridono ad ogni scena di Mussolini, Berlusconi o Bossi (sì, ci sono proprio tutti) e poi anche gli italiani che si radunano in queste occasioni miracolate e si scambiano guardi straniti di fronte alle reazioni dei loro ormai concittadini. L’evento organizzato dalla Literaturhaus è in collaborazione con l‘Istituto Italiano di Cultura.

Erri de Luca si confonde fra la folla, arriva lento, con la sua figura esile ed occupa il suo posto come se non fosse il protagonista della serata. D’altronde lo mette subito in chiaro affrontando uno dei temi della sua scrittura e del libro che presenta, Fische schließen nie die Augen , ovvero la versione tedesca de I pesci non chiudono gli occhi, tradotta da Annette Kopetzki che modera interamente il dialogo. Quindi, appunto, quest’uomo che sembra portarsi dietro il peso del mondo nelle sue rughe, in realtà afferma di non conoscere sofferenze fisiche: “abita un animale antico”, il suo corpo, retaggio degli antenati che gliel’hanno lasciato in eredità. La sua esperienza corporea é forte come dimostra la scrittura fortemente sensoriale, ma non teme alcun rischio, alcuna ferita, “alla fine non é mio”, dice. E mentre l’attore Erik Schäffler legge i brani del libro in questa lingua spesso violenta che sembra spezzare la sonorità poetica di uno stile particolare come quello di De Luca, mi chiedo cosa si provi a riascoltare le proprie parole senza poterle comprendere. Il volto di De Luca è perso come il mio quando non capisco bene ciò che mi accade intorno. Ad aver più tempo, vorrei tanto chiedergli cosa succede quando le orecchie, strumento sacro che De Luca descrive come “pozzi in cui finisce l’acqua piovana dei racconti per conservarla senza che se ne perda una goccia”, ascoltano acquazzoni che non possono riconoscere.

Eppure, eppure lo scrittore corregge la sua traduttrice a fine serata, quando dimentica di riferire un punto cruciale del suo pensiero sulla felicità (possibile, sí, quanto fugace, come la scoperta della verità) forse solo perchè un po’ lo mastica, o perchè i serbatoi, appunto, si sono conformati ai suoni apparentemente inavvicinabili.

In queste situazioni c’é sempre una sorta di indagine per svelare il segreto dello scrittore, accade ulteriormente con un personaggio un po’ schivo come De Luca, che con estrema semplicità risponde: “la scrittura per me non é un lavoro, ma tempo salvato con spirito di contraddizione anche solo con una pagina al giorno, come fosse un riscatto quotidiano. La scrittura per me è villeggiatura.” Così Erri de Luca ha avuto il potere di riportarci tutti a Napoli con sè in poche parole adoperate come utensili, tornando al Mediterraneo “a cui l’Europa deve tutto”, proprio quando ci lasciavamo alle spalle un’altra giornata alle nostre scrivanie che siamo venuti ad occupare in pianta stabile abbandonando lo stivale che, come afferma lo scrittore nel documentario, é fatto apposta per essere attraversato come un ponte che collega il Sud del mondo verso altri luoghi.


Cinema! Italia! – Film in lingua originale ad Amburgo

(Dal blog “Hamburger di Amburgo” su Zingarate.com)

5 settembre 2013

 

Il blog é appena nato, e non ho ancora avuto modo di farvi dare un vero primo morso a questo succulento Hamburger, eppure c’é giá un evento che scalpita per essere segnalato.

(credits: Istituto Italiano di Cultura di Amburgo)

Da oggi, 5 settembre, per una settimana – fino a mercoledí 11 settembre, il Metropolis Kino in Kleine Theaterstraße 10 (per gli hamburgers acquisiti: una traversa di Damntorstraße, a metá fra le fermate metro di Gänsemarkt e Stephanplatz) ospita la prima tappa della rassegna di cinema italiano “Cinema! Italia!” che girerá 30 cittá tedesche nei prossimi mesi concludendosi a Berlino il 18 dicembre.

La rassegna, realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia, e che ad Amburgo vede il contributo importante dell’Istituto Italiano di Cultura, é alla sua 16esima edizione, proietterá film italiani in lingua originale con sottotitoli in tedesco.

La programmazione é composta da:

Reality (2012) di Matteo Garrone;

Il rosso e il blu (2012) di Giuseppe Piccioni;

Tutti i santi giorni (2012) di Paolo Virzí;

L’intervallo (2012) di Leonardo di Costanzo;

Bellas Mariposas (2012) di Salvatore Mereu

e Viva la libertá (2013) di Roberto Andó che festeggerá personalmente l’apertura della rassegna con un incontro col pubblico amburghese, Sabato 7 settembre alle 19:00.

Il grande cinema d’autore attracca per lenire una delle ferite degli espatriati – almeno gli appassionati di cinema nostrano – che seguono le uscite italiane e aspettano di tornare in patria per chiudersi in una sala d’Essay o ricorrono, per disperazione, allo streaming pirata.

La Germania, come l’Italia, é solita doppiare i film che proietta. Non é una cosa scontata all’Estero, dato che in Norvegia, per esempio, quasi tutti i film sono in lingua originale con sottotitoli in norvegese – tranne quelli norvegesi, ovviamente.

Pur essendo una cittá abbastanza grande, ad Amburgo non é cosí semplice concedersi un film che non sia in tedesco. Quei pochi che appaiono sporadicamente restano a lungo nelle sale dove, in generale, la programmazione sembra aggiornarsi secondo tempi giurassici, il che puó essere un bene o un male a seconda dei casi.

La sigla di riconoscimento di un film in lingua originale – nel caso in cui doveste consultare un sito web o la locandina di fronte alla sala – é OmU.

Nei miei quattro mesi amburghesi ho trovato rifugio solo in due cinema che soddisfacessero le mie richieste:

un’oasi felice dei film OmU é lo Zeise Kino su Friedensallee 7-9 ospitato in un vecchio capannone industriale di mattoncini rossi nel cuore del quartiere Ottensen (Altona). Ce n’é sempre almeno uno e si tratta soprattutto di film americani, ma non di americanate! L’atmosfera, poi, é impagabile. Ingresso ridotto il lunedí!

Preferisco, peró, é l’Abaton Kino, in Allende-Platz 3 (zona Universitá – Campus) – ingresso ridotto il mercoledí! Lí mi sono goduta The Great Gatsby in 2d (non sono una grande fan del 3d ma il cinema dispone di una sala “effetti speciali”) e di recente mi ha perfino concesso la visione de La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, con annessa brutale nostalgia di Roma.

Pur conoscendo ancora poco il tedesco, vi consiglio spassionatamente la lettura dei sottotitoli per la traduzione delle parolacce. Sembra tanto cattiva, invece é la lingua piú “educata” con cui abbia mai avuto a che fare.

Perció sfatiamo il primo mito: i tedeschi non possiedono un vocabolario forbito e accattivante per insultarsi o essere volgari.

Guardare un film sottotitolato sarebbe prezioso per esercitare il vostro crucco A1: insieme alle canzoni, non c’é modo migliore per imparare una lingua!

Perció tenete d’occhio questi due cinema che, in inglese o in italiano, potrebbero letteralmente sorprendervi, fino a quando dallo “spaghetti western” potremo passare al “currywurst comedy”!