mercatini di natale

7 cose tedesche che mancano in Italia

(Dal blog “Hamburger di Amburgo” su Zingarate.com)

30 dicembre 2013

 

Dietro ogni viaggio indietro verso casa dopo essere mancati per tanto tempo, si nasconde sempre una grande voglia di ritornare, non solo per riposare dopo un lungo e faticoso anno di lavoro (specie secondo i ritmi tedeschi!), ma anche perché si tende a dimenticarsi di tutti i difetti italiani che ci hanno spinti a lasciare il Paese.

Eppure, se l’Estero ormai ci ha attratto, per i motivi più disparati, è difficile non individuare nuovamente quei punti critici per cui ci si rimetterebbe subito su un aereo in direzione Nord.

Nella mia diaspora personale con cui chiudo il 2013 (sono più affascinata dall’ordine o dal caos?) era inevitabile che della Germania, tornando in Italia, mi mancasse/mi mancassero:

1) L’efficienza. Scontata, ma subito percepibile. Da quanto tempo non sentivamo più la famosa frase: “ci scusiamo per il disagio”? Ritardi, blocchi, cancellazioni, smarrimenti. Non eravamo più abituati ad aspettare l’autobus senza sapere quando sarebbe passato, o a non essere serviti in meno di 5 minuti, ad essere in ritardo ad un appuntamento per cause di forza maggiore che non dipendono dalla nostra volontà (sempre più precisa, invece!). Ci sorprendiamo del tipico atteggiamento “scaricabarile” delle aziende pubbliche, un passaggio del testimone, della patata bollente della responsabilità.

(Storiella esplicativa: ho mandato svariati pacchi con DHL, che in Germania è il corriere nazionale che collabora con Deutsche Post e non un privato. Tutto è filato liscio fino all’attraversamento della frontiera italiana, dove i preziosi contenitori sono passati nelle mani di SDA Italia. La faccio breve: ho dovuto continuare a monitorare dal sito tedesco per poi trovare i miei pacchi in giacenza immotivata che ho potuto sbloccare solo personalmente, ovvero litigando con uno degli addetti alla corrispondenza.)

2) Il pane. Dipende anche dalla vostra regione di provenienza, magari siete toscani veraci e quindi particolarmente legati alle vostre pagnotte senza sale. Pur avendo sulla mia tavola quotidiana un bel chilo di pane di Altamura, quello di segale e un bel brötchen tempestato di semi di papavero, sesamo o zucca…lo vorrei trovare facilmente anche qui.

3) I drug stores. Come Rossmann, DM, Budnikowski: è di queste catene che parlo, il cui ruolo in Italia è ricoperto (tranne rare eccezioni) dai negozi cinesi. Si trovano detergenti di ogni genere e marchio (tutti di ottima qualità), idee regalo, cosmesi, profumi, cioccolato e perfino un settore bio, o l’angolo dove è possibile sviluppare le proprie foto in pochi minuti. Non ci sono mai entrata senza spendere meno di 10€ tornando a casa con la busta piena (magari di cose relativamente inutili)…quindi forse meglio che qui non ci siano!

ph. Schillergallerie.eu

4) I cuscini quadrati. A furia di cambiare casa, quindi letto, non sento più la differenza fra una scomodità e l’altra. Anche se non faccio parte del club dei viziati che non si spostano senza il loro cuscino di sempre, ho continuato a preferire il letto ortopedico di “casa-casa”. Ebbene, da giorni non riesco a non pensare al mio cuscino 80×80 in cui sprofondare beatamente alla faccia della cervicale.

5) I prezzi. Perché, va bene, in Germania e soprattutto ad Amburgo (la città tedesca con il più alto PIL pro capite) la crisi non si sente, o quantomeno non si vede. A parità di spese, in questi giorni ho confermato le mie percezioni: i prezzi tedeschi sono molto più bassi di quelli italiani. Nei supermercati che non siano Penny o Lidl (discount tedeschi, appunto) lo scontrino mi sconvolge. Ad Amburgo non mi è mai capitato di dire “non esco perché ho bisogno di risparmiare”, infatti, anche ad uscire per cena, il conto non è paragonabile, e se si esclude il lato mangereccio, lo sanno tutti che la birra scorre a fiumi, e una 0,5 costa 2,50€ al massimo. E a prescindere dalla spinta o meno all’ubriachezza, anche per fare quattro chiacchiere con tutti gli amici che si chiedono che combini a Crucconia, la differenza si sente, e pesa sul portafogli, che, invece, si alleggerisce.

6) I dolci. Prima motivazione e colpa dei chili accumulati in questi mesi. Situazione che non di certo migliora con le nostre succulente pietanze delle feste, ma come li fanno i tedeschi, i dolci, non li fa nessuno. Maestri di irresistibile pasticceria, da assaporare ovunque mentre si passeggia per strada, ottima in qualsiasi panetteria di ogni città. In particolare mi manca lo strappo alla regola del Franzbrötchen del mattino (almeno una volta a settimana…) e la tradizione del Kaffee und Kuchen con le amiche.

7) Le tradizioni natalizie. Come al punto 2, è una mancanza che avrei presto consolato se fossi altoatesina. Qui, ogni misero mercatino che mi circonda mi farebbe piangere come nella pubblicità di una famosa compagnia di crociere. Il confronto non regge. Per non parlare dell’albero di Natale in mezzo al Binnen Alster, al posto della fontana centrale spenta durante l’inverno. L’atmosfera del Natale del Nord e del Weihnachtsmarkt tedesco è insuperabile.

 

Eppur…mi fermai al punto 7.

Non sono riuscita a trovarne altri 3!

Mi aiutate voi?

Cos’è che vi manca della Germania e di Amburgo mentre siete in Italia?

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Weihnachten in Hamburg #4: cosa mangiare (e bere) ai mercatini di Natale

(Dal blog “Hamburger di Amburgo” su Zingarate.com)

19 dicembre 2013

 

Ci accingiamo all’ultima domenica d’avvento, l’ultimo weekend inebriato dall’atmosfera irripetibile dei mercatini di Natale in tutta la città. Non è decisamente il momento migliore per fare la dieta, o riservarsi qualche sfizio in vista del grande pranzo di Natale, mai copioso come quello italiano.

Ci sono specialità della “cucina” tedesca che ho avuto modo di assaggiare solo durante questo periodo e che vi consiglio di provare per una bella cena “unterwegs“, in giro, dato che ovviamente parliamo di “cibo di strada”, anche questa una caratteristica DOC.

Il Dresden brot: golosità salata che può variare di banchetto in banchetto. Di norma, è un soffice panetto bianco al pepe con un cuore di pancetta o funghi ricoperti di un mestolo di sour cream (una via di mezzo fra la maionese e la salsa yogurt, un po’ acidula, spesso corredata di erba cipollina o altre spezie simili). Inutile dire che non si digerisce facile, ma è un mattone saporito di cui vale la pena saziarsi.

ph. Paul Williams Flickr Profile

Il Kamin brot: un altro tipo di pane, vagamente più simile al nostro gusto italiano. Si tratta di cubetti ripieni di pomodoro con pancetta, salame o tonno, cotto nei forni a legna allestiti direttamente nei capannoni (ecco perché ci mettono tanto tempo ad allestire tutto l’ambaradan prima del grande inizio di fine Novembre!) Alla domanda: mangiate qualcosa di simile in Italia? ho osato paragonarlo ai panzerotti pugliesi, di cui eppure rimpiango il cuore di mozzarella. La stessa pasta arrotolata su un cilindro di ferro, conserva lo stesso nome, ma cambia forma, come un grosso tubo dal colore del bretzel…da mangiare con qualche salsina strana di cui i tedeschi restano grandi maestri.

…un cetriolo! : dovevo segnalarvelo prima, perché..può essere un buffo quanto strano aperitivo. Per i tedeschi è più che normale ciucciarsi un cetriolo (in salamoia, piccante etc, etc) a mo’ di lecca lecca. Sto esagerando, ma il banchetto di soli cetrioli, spesso affollato, non ha potuto che suscitarmi una certa ilarità. Pur sempre una specialità: un’esperienza da fare, per meno di un euro!

Gli Schmalzkuchen: passando ai dolci, queste morbide nuvolette di pasta fritta innevate da una spolverata di zucchero a velo sono il coronamento perfetto della passeggiata fra gli stand, adagiate in un cono di carta forno, da infilzare con un lungo stuzzicadenti.

Le Quark balchen: sono solo una delle categorie delle “pallozze” fritte fatte o ricoperte dalla qualunque. Questo impasto irregolare è fatto per lo più di formaggio quark, a cavallo fra il philadephia e la ricotta. Sempre in quark è l’ingrediente principale, per esempio, delle käse kuchen, le torte al formaggio (o si chiamavano cheese cakes?) fondamentali nella tradizione culinaria tedesca. Introvabile al di fuori dei confini!

Mandorle caramellate, mele stregate e chi più ne ha più ne metta: direte, ce le abbiamo anche noi, ma non a 10 gusti differenti ed inimmaginabili. Non solo zucchero: le mandorle, nocciole, o addirittura noci sono solo il cuore di una copertura variegatissima: dai cioccolatini celebri al marzapane, ad una pasta aromatizzata al liquore. Mele, banane, ciliege e fragole (totalmente fuori stagione!) sono ricoperte da cioccolato fondente, o al latte, o bianco, e chissà cos’altro. Da spenderci più di mezz’ora di fronte alla vetrina per scegliere cosa mettere nel sacchetto!

Ph. Alex Ehlers per germany.info

Il Glühwein: vi verrà sete, ma soprattutto vi verrà freddo. Ma soprattutto: non potrete non reggere una (e due, e tre…) tazza 0,2 di vin brulè, il vino caldo dolce aromatizzato alle spezie. La particolarità, oltre al contenuto le cui esalazioni vi faranno girare la testa prima ancora di berlo, è il recipiente stesso. Ogni mercatino ha la sua tazza personalizzata per lo più con le raffigurazioni di tipici paesaggi natalizi. Inutile dire che ormai ho la mia collezione, fra cui spicca quella del mercatino “hot” di St.Pauli con i fumetti di Babbo Natale e la Befana mezzi nudi! Portarla a casa costa il prezzo della cauzione, 2/3€ escluso il prezzo del vino che non supera i 2,50€, a meno che non si aggiunga uno shottino di rum per caricare ulteriormente l’apporto alcolico. Vera e propria bomba insuperabile, servito nella stessa tazza, è l’Eier punsch, liquore all’uovo caldo (un po’ come il famoso VOV di montagna!) sormontato da uno spruzzo di panna montata.

Ph. hamburg.de

Da coma, più glicemico che etilico!

Weihnachten in Hamburg #3: 10 foto del Natale amburghese

(Dal blog “Hamburger di Amburgo” su Zingarate.com)

8 dicembre 2013

L’avvento, in Germania, è forse più importante del Natale stesso. L’aria di festa si respira per quasi un mese, in tutte le sue tradizioni dove i mercatini la fanno da padrone, e pullulano di cibo succulento, decorazioni uniche, tazze personalizzate di vino caldo che si toccano fino all’ultimo “Prost!”

Come vi avevo già proposto durante l’autunno, ecco 10 scene amatoriali per cui i miei occhi si sono illuminati in questi giorni, quando ancora altre due domeniche ci separano da quella che, in realtà, è la data che segna la fine della meraviglia.

1. La “magia bianca” dei mercatini di Jungfernstieg

2. I mille addobbi del mercatino di Rathausmarkt

3. Le stelle di carta dei mercatini di Jungfernstieg

4. La “strada degli acquisti” del mercatino di Rathausmarkt

5. I mercatini di Altona-Ottensen

6. I Babbo Natale più buffi del mercatino di Rathausmarkt

7. Gli zampognari del mercatino di Rathausmarkt

8. Amburgo natalizia nelle lampade al fimo del mercatino di Rathausmarkt

9. Caldissime lucine del mercatino di Rathausmarkt

10. L’arrivo di Babbo Natale al mercatino di Rathausmarkt

L’Adventskalender e 4 dolci tipici del Natale amburghese

(Dal blog “Hamburger di Amburgo” su Zingarate.com)

5 dicembre 2013

 

…che in realtà sono i dolci natalizi di tutta la Germania e dell’area tedescofona in generale, con delle varianti che si modificano di regione in regione.

Siamo 5 giorni in ritardo per il calendario dell’avvento, retaggio di una tradizione protestante che ormai spopola oltre i confini soprattutto come idea commercialmente appetibile. Dal classico cartoncino con 24 finestrelle “ripiene” di 24 cioccolatini (la mia azienda ne ha perfino fornito uno per ogni dipendente!) –  e in Germania il buon cioccolato non manca di certo –  si passa a 24 piccole calzette o cappellini rossi e bianchi da riempire a proprio piacimento, perfetto per essere regalato. I prezzi variano dai 3 ai 50€ – non esagero! – nel caso di particolari rifiniture o contenuto pregiato.

È il mio primo Natale con un Adventskalender e sento davvero di essere tornata bambina in questa attesa che ci separa dal 25 dicembre quando, a differenza della quaresima, ci concediamo un piccolo peccato di gola al giorno. Ce ne sono anche di “meno golosi”, e ad Amburgo é stato abbastanza frequente trovare quello del tè, in una confezione apparentemente classica con 24 bustine di diversi aromi e tipologie (consiglio quello di Alnatura – una catena di negozi Bio – per gli appassionati del tè é pur sempre un’ottima occasione per averne tanti diversi ad un prezzo stracciato!)

Niente paura, anche un calendario salutare pretende di essere dolcemente “sporcato”. La carrellata succulenta di specialità che sto per presentarvi ha una caratteristica fondamentale e comune: la variegatissima presenza di spezie e frutta secca all’interno delle loro ricette. Mi sono soffermata sui dolci che potete trovare e comprare comodamente al supermercato, o nei drug stores, o nelle bäckerei per acquistare prodotti di maggiore qualità.

1. Spekulatius

Gli Spekulatius: questi biscottini sottili ma saporitissimi riportano le scene della storia di St.Nikolai, che in Germania fa le veci di Babbo Natale. Ne esistono di vari tipi: al burro, al cioccolato, ma quelli “veri” sono i Gewürz Spekulatius, con zenzero, cannella, cardamomo, anice stellato e frutta secca. Perfetti da inzuppare nel vino caldo!!!

2. Zimtsterne

Le Zimtsterne: ovvero stelline alla cannella spennellate di uno strato di glassa bianca. Oltre che buone da mangiare sono proprio belle da vedere!

3. Stollen

Lo Stollen: é forse il dolce più conosciuto e viene da Dresda. Attirandomi qualche bestemmia (come al solito!) lo paragonerei ad una versione tozza del nostro panettone: un panetto (con spropositate quantità di burro nell’impasto), uvetta, canditi e frutta secca. È previsto un ripieno centrale che qui ad Amburgo consiste principalmente di un cuore di marzapane – data la vicinanza con Lubecca.

 

I lebkuchen: originari di Norimberga, si trovano tutto l’anno sottoforma di cuoricini, un classico souvenir da riportarsi dopo un viaggio in Germania a qualsiasi stagione. In italiano lo chiameremmo “pan pepato”: per Natale, questi medaglioni speziati duri fuori e morbidi dentro vengono ricoperti di cioccolato, glassa o semplicemente con un disco di ostia bianca.

Potreste assaggiare Zimtsterne e Lebkuchen anche nei chioschetti dei mercatini di Natale, ma sarà solo nel prossimo post che mi soffermerò anche sul salato, sulle bevande, e su tutte le pietanze che potete trovare esclusivamente in questo periodo dell’anno e che, quindi, dovreste assolutamente provare in giro per le gelide piazze di Amburgo per riscaldarvi le mani, lo stomaco e il cuore.

 

Guida ai quartieri di Amburgo (4) – St.Pauli – Passeggiata a luci rosse sulla Reeperbahn

(Dal blog “Hamburger di Amburgo” su Zingarate.com)

26 Novembre 2013

 

Non so perchè ho tralasciato la stesura di questo post più obbligatorio degli altri, perchè Amburgo è St.Pauli, è la Reeperbahn, il quartiere a luci rosse cresciuto a ridosso del porto per accogliere i marinai che gettavano la loro àncora per una sola notte e avevano bisogno di “distrarsi” – tanto per tornare alla mia ormai abusata descrizione di Amburgo come città “di passaggio” per eccellenza.

È il dettaglio più celebre, immancabile su qualsivoglia guida turistica, paragonabile in Europa solo al quartiere di Pigalle a Parigi – più che ad Amsterdam.

Sì, perchè in realtà le prostitute in vetrina sono tutte in una piccola traversa, Herbertstraße, a cui i minori di 18 anni e le donne – ebbene sì – non possono avere accesso. Ancora mi chiedo il perchè: la stradina è letteralmente sigillata da un muraglione di ferro con sopra la pubblicità di una marca di sigarette con protagonisti alcuni uomini che tentano di scavalcarlo. La barriera, però, è aperta. Seguita da curiosità pungente ho provato a varcare quella soglia aspettandomi un puntale controllo della Polizei. Invece no: sono proprio le prostitute ad urlare a squarciagola una lunga serie di “go away” da sfondare le vetrine. Paura di essere giudicate? Timore di un risvolto lesbo?


Il resto del quartiere è solo eccesso, superamento dei limiti, perdita del pudore, e i tedeschi sono maestri nel non riconoscersi allo specchio dopo la mezzanotte di un qualunque sabato sera.Già all’imbrunire, la Reeperbahn si riempie di squadre che festeggiano addii al celibato e al nubilato. Uomini in t-shirt seriale e miss corredate di coroncine e boa di piume rosa shocking passeggiano chiassosamente portandosi dietro un cestino o un carretto con gadget da vendere agli sconosciuti per accaparrarsi i soldi dell’alcool e farsi due risate. I più ingegnosi organizzano delle vere e proprie gare: il primo premio è finora detenuto da un promesso sposo e il suo gruppo a cui abbiamo fatto una ceretta a freddo in mezzo al petto mentre ballavamo allegramente in un locale di Hamburger Berg: tutti i club non direttamente legati al sesso e spesso frequentati anche dagli amburghesi sono posizionati lì.

Sono tanti gli uomini e le donne che vengono qui apposta per celebrare la loro ultima notte “da single”. Perciò è comunque una zona prettamente turistica, l’unica in cui è molto semplice sentir parlare italiano. Non sono pochi i ragazzi bavosi che ho incrociato in questi mesi, eccitati da ciò che li circondava e contemporaneamente così scioccati da stomacarsi un po’ (forse per tutto quello che avevano bevuto?) Infatti, la Reeperbahn è un mondo senza orari nè regole: alla luce del sole lo squallore può disturbare. È uno dei pochi quartieri in cui poter incrociare frotte di senza tetto e mutilati che chiedono l’elemosina, molto più frequenti in qualsiasi altra città delle proporzioni di Amburgo. I night club sono anche “day” e c’è sempre qualche pappone dalla faccia discutibile che ci entra a mezzogiorno. Fare un giro a St.Pauli di domenica mattina é proibitivo se non si dispone di un paio di scarpe chiodate: é un tappeto di bottiglie in frantumi, rivoli di alcool che esala mescolandosi ad altri insopportabili, stranissimi odori.

I sexy shops h24 vendono souvenir al di là del kitch (dagli stampi per biscotti a forma di pene alle pantofole di peluche con due giganti tette sopra, o il campanello per il “richiamo al sesso orale”) e oggetti che sfuggono alla comprensione comune: vibratori di ogni forma/sapore/colore/materiale, strane briglie e tenaglie sadomaso, vestiti in lattex, lenzuola di raso rosso, costumi da infermiera sexy, pseudo tesmed per l’eccitazione femminile.

Tutta l’atmosfera é ora potenziata dai mercatini di Santa Pauli, allestiti in Spielbudenplatz, dove campeggia anche una Strip Zelt, un tendone dove bere il tipico Glüwein (vino caldo con spezie) e ammirare dei – devo dire tristissimi – spettacoli di strip e lap dance.

ph. hamburg.de

I locali più famosi e accreditati in questo senso sono tutti collocati sulla Große Freiheit, a cui si accede da Beatles Platz, dove con qualche sforzo capireste che le sagome di ferro campate in questa piazzetta che introduce alla – letteralmente –  “via della grande libertà” – sono quelle di John Lennon, Paul McCartney, Ringo Star, e George Harrison che proprio ad Amburgo e proprio sulla Große Freiheit si esibirono all’inizio della loro trionfale carriera. Ebbene, chi è già morto si starà rivoltando nella tomba dato che ora li accecano le insegne gigantesche delle discoteche, degli strip club, i karaoke e i drag queen shows (come quello, famosissimo di Olivia Jones) che pompano musica a tutto volume mentre la gente si accalca per una breve passeggiata curiosa, per vedere com’è, com’è la “strada della perdizione”. Si salva il Große Freiheit 36, spesso location di concerti rock, metal e techno come le consuete serate danzanti. È probabile, però, dover lasciare qualche spicciolo all’ingresso quando, di solito, ogni locale della Reeperbahn é free entry. Quei 3,4,5€ sono il segno di una certa qualità.

Esistono, infatti, alcune zone franche, libere dagli omaccioni con la trippa alcolica e le ragazze ubriache in bilico su tacchi vertiginosi (tutte di una certa età, poi).

ph. molotowclub.com

Il Molotow, per esempio, che vogliono presto chiudere per la disperazione di tutti i giovani con un certo gusto musicale. Molotow muss bleiben, “Il Molotow deve restare”, si legge ovunque nel bar al piano di sopra e nel basement sotterraneo dove adal 1990 in poi si sono esibiti i Mumford and Sons, The Black Keys, Two Door Cinema Club, The Killers e tanti altri quando ancora non li conosceva nessuno. Ora il Molotow converge gli amanti del rock’n’roll nel sabato sera del “Motorbooty”, ingresso 3€ ed altri 3€ per il cocktail Molotow (uno stupidissimo vodka-lemon che, però, ci piace particolarmente!) Peccato che lo stabile faccia appunto parte di un complesso di edifici di proprietà della Esso, l’enorme benzinaio che vuole allargarsi smantellando tutta la zona per buttare giù circa 5000 metri quadri di edifici da ricostruire e reindirizzare ad altre attività. Come assidua frequentatrice, sono anch’io fra quelli che si incatenerebbero pur di ostacolare una simile decisione.

Un altro must é il Queen Calavera, in Gerhardstraße 7, storico locale del burlesque. Non so se esiste un altro posto al mondo dove pagare 6€ (durante la settimana) o 10€ (il sabato) per passare un’intera serata di swing inframezzata dagli spettacoli di bellissime, curatissime e bravissime ballerine di burlesque che si esibiscono ogni 30 minuti circa per la durata di una canzone. Non si può non fare, e nel durante non si può non buttare giù qualche cicchetto di “Porno”, un delizioso liquore alla ciliegia.

Dovunque tu sia stato fino alle 5/6 del mattino la tradizione impone, poi, di proseguire fino al Fischmarkt (il mercato ittico) scendendo verso il porto per “iniziare la giornata” con un panino e fischfrikadelle (cotoletta di pesce) bagnata dall’ennesima birra. Le temperature rigide della stagione invernale ostacolano questo brusco passaggio dalla pista alle bancarelle in riva all’Elba…ma é un’esperienza da fare, almeno una volta nella vita, se si vuole poter dire di essere “amburghesi DOC”.

Mai come quelli che ritrovi al brunch della domenica, in accappatoio, con la pelle ricoperta di strani segni fatti con dei pennarelli colorati. Sono le 11, e, ovviamente, sorseggiano Astra (la birra di Amburgo) mentre scoppia una rissa oltre i divanetti del Cafè May di Hein Hoyer Straße 14,  intrattenendo i clienti intenti a smaltire l’hangover con una carrellata di Franzbrötchen.


Questo weekend ad Amburgo – 22/24 Novembre

(Dal blog “Hamburger di Amburgo” su Zingarate.com)

20 Novembre 2013

 

A tutti i fortunati che iniziano il weekend con venerdì compreso, questa potrebbe essere una bella occasione per un evento per cui ormai restano pochi giorni. Le foto dell’Arab European Photo Festival sono ancora esposte al MOTTE Stadtteil und Kulturzentrum di Eulenstraße 43 (Altona) fino al 30 Novembre, ma la mostra é aperta solo il venerdì dalle 13:30 alle 16:30, il martedì e il giovedì dalle 14 alle 18. Pare sia possibile prenotare un appuntamento per la visita al di fuori degli orari e dei giorni di apertura, scrivendo una mail a info@auop.de

Col freddo ormai pungente e persistente, non c’é niente di meglio che rifugiarsi al cinema, specie quando – come raramente capita – c’è un bel film italiano da guardare.

Si tratta di “Ich und du” ovvero “Io e te” di Bernardo Bertolucci tratto dal romanzo omonimo di Niccolò Ammaniti. Lo proietta il 3001 Kino in Schanzenstraße 75 dal 21 fino al 30 Novembre, ma in italiano con sottotitoli in tedesco solo dal 21 al 23 e dal 27 al 29 Novembre, ore 20.

Se volete riscaldarvi in altro modo, ancheggiando un po’ a ritmo di buona musica, vi segnalo le due serate dell’Uebel und Gefährlich, il cosiddetto “bunker” per gli amburghesi esperti di vita notturna, in Feldstraße 66, quindi ben lontano dalle follie più turistiche della Reeperbahn. Venerdì 22, da mezzanotte in poi, il club berlinese Speerpiraten si trasferisce lì coi suoi deejay, mentre sabato 23 sarà dedicato al concerto dei Digitalism, ore 23 (ingresso dalle 18!) prezzo (ragionevolissimo) del biglietto 13,90€


Se non avete fatto troppa baldoria venerdì sera, potreste provare a raggiungere  il Flohmarkt settimanale di Schanze, come ogni sabato mattina, fino alle 15 circa, da raggiungere attraversando semplicemente Neuer Kamp, di fronte alla fermata U-bahn di Feldstraße oppure imboccando Marktstraße (Karolinenviertel).

L’evento più bizzarro del weekend, è certamente quello del sabato pomeriggio all’Hamburg Museum – ovvero il Museo della storia amburghese, in Holstenwall 24 – dove, a furor di popolo, verrà eletto il miglior Franzbrötchen del 2013. Per chi non lo sapesse ancora, il Franzbrötchen é la brioche tipica della città, una burrosissima golosità alla cannella, spesso impreziosita da mele, mandorle, cioccolato o semi di zucca. Una vera e propria istituzione, infornata da più di 20 backereien (panetterie) e assaggiata per l’occasione dalle 14:30 alle 16:30 per poi essere sontuosamente premiata alle ore 17. Ingresso 5€, gratuito per i bambini.

Il divertimento per i più piccoli, che spesso conquista anche i grandi, specie in periodo natalizio, continua al Dom, il parco divertimenti nel cuore di St.Pauli (l’entrata principale é quella di Glacischaussee 1) ha nuovamente azionato le sue giostre l’8 Novembre e sarà aperto fino all’8 Dicembre. Fortemente consigliato il giro in ruota panoramica da cui poter godere di un’ottima vista sulla città, e il concedersi a dolcini e dolcetti di ogni gusto e colore.

Per tenere alto il vostro tasso glicemico, non dimenticate i primi mercatini di Natale già aperti:

quelli scandinavi (svedese, norvegese, danese e finlandese) in Ditmar-Koel Straße, venerdì, sabato e domenica dalle 12 alle 18 e l’inaugurazione del mercatino trash di Santa Pauli, in Spielbudenplatz, che apre ufficialmente domani, 21 Novembre, dalle 16 alle 23; venerdì e sabato dalle 13 all’1 e domenica dalle 13 alle 23.

Schönen wochenende an alle!

Weihnachten in Hamburg #1: I mercatini di Natale ad Amburgo

(Dal blog “Hamburger di Amburgo” su Zingarate.com)

19 Novembre 2013

 

I preparativi fervono, ovunque. Ogni giorno c’é una capannuccia vuota in qualche piazza, un groviglio di led ancora spenti. La città presto sarà uno scintillio di luci irresistibili e golosi profumi di zucchero e cannella.

Il Natale (Weihnachten) in Germania, é più che un evento, ed ogni singolo quartiere (se non angolo) di Amburgo ospiterà un suo proprio mercatino, tutti diversi.

I più precoci e temporanei sono quelli scandinavi (svedese, norvegese, danese e finlandese) tutti collocati nelle rispettive chiese di Ditmar-Koel Straße (proprio di fronte a Michaeliskirche) Sono già iniziati lo scorso weekend e saranno aperti solo durante il prossimo (22-24 Novembre dalle 12 alle 18) facendo un po’ da anteprima alla grande apertura generale, fissata per lunedí 25 Novembre.

ph. Patrick Tiedchen per hamburg.de

Alcuni mercatini restano aperti fino all’Epifania, altri chiudono entro il vecchio anno, altri ancora subito dopo Natale.

Qui vi elenco, la lunga lista di tutti i piccoli paradisi disseminati per la città il prossimo mese:

1) La “magia bianca” di Jungfernstieg, con bancarelle lungo tutto il Binnen Alster, dal 25 Novembre al 6 Gennaio, dalle 11 alle 21 (fino alle 22 di venerdì e di sabato) tutti i giorni tranne il 24 e il 25 dicembre.

2) I mercatini della chiesa di St.Petri, dal 25 Novembre al 30 Dicembre, dalle 11 alle 21, tutti i giorni tranne il 25 e il 26 dicembre.

3) I mercatini di Spitalerstraße, una parallela di Mönkebergstrasse – la via dello shopping – dal 25 Novembre al 30 Dicembre dalle 11 alle 21 tutti i giorni tranne il 25 e il 26 dicembre.

4) Fra Gerhart-Hauptmann-Platz e Mönckebergbrunne, dal 25 Novembre al 30 dicembre dalle 11 alle 21 (eccetto il settore gastronomico, aperto fino alle 23), tutti i giorni tranne il 25 dicembre.

5) I mercatini di Rathausmarkt, la piazza del municipio, quelli principali, quelli da cartolina. Dal 25 Novembre al 23 dicembre, dalle 11 alle 21 (fino alle 22 di venerdì e di sabato) tutti i giorni.

6) Il Fleetweihnacht markt, lungo l’Elba, dal 25 Novembre al 23 dicembre, tutti giorni dalle 12 alle 21

7) I mercatini di Hafen City, nella parte nuova del porto ancora in costruzione, dal 25 Novembre al 23 Dicembre, tutti i giorni dalle 12 alle 21

8 ) I mercatini di St.Pauli – il quartiere a luci rosse – anzi di “Santa Pauli” descritti come “sexy und frivol”, di cui si può già avere un assaggio a giudicare dai divertentissimi striscioni che delimitano Spielbudenplatz. Vedono infatti la presenza della famosa drag-queen Olivia Jones e delle sue ballerine di burlesque, dal 21 Novembre al 23 dicembre, con orari inconsueti: dal lunedì al giovedì dalle 16 alle 23, venerdì e sabato dalle 13 all’1, e la domenica dalle 13 alle 13.

9) I mercatini di Ottensen (a ridosso del quartiere di Altona) dal 25 Novembre al 23 Dicembre, dal lunedì al mercoledì dalle 11 alle 21, dal giovedì al sabato dalle 11 alle 22, e la domenica dalle 12 alle 20.

10) Il Winter Pride, il mercatino del quartiere di St.Georg famoso per la sua propensione Gay friendly, appunto. Dal 25 Novembre al 30 dicembre (tranne il 24, 25 e 26 dicembre) da domenica a giovedì dalle 12 alle 22, il venerdì e sabato dalle 12 alle 24.

11) I mercatini di Blankenese, quartiere a nord quasi considerato un paesello a parte, caratteristico per la sua vicinanza alle spiagge dell’Elba. Dal 25 Novembre al 24 dicembre, tutti i giorni dalle 11 alle 21 (eccetto il settore gastronomico aperto fino alle 23)

12) I mercatini di Harburg Rathaus, a estremo sud, attraversando l’Elba, dal 22 Novembre al 23 dicembre, lunedì-giovedì dalle 11 alle 21, venerdì e sabato dalle 11 alle 22, domenica dalle 13 alle 21.