marzapane

L’Adventskalender e 4 dolci tipici del Natale amburghese

(Dal blog “Hamburger di Amburgo” su Zingarate.com)

5 dicembre 2013

 

…che in realtà sono i dolci natalizi di tutta la Germania e dell’area tedescofona in generale, con delle varianti che si modificano di regione in regione.

Siamo 5 giorni in ritardo per il calendario dell’avvento, retaggio di una tradizione protestante che ormai spopola oltre i confini soprattutto come idea commercialmente appetibile. Dal classico cartoncino con 24 finestrelle “ripiene” di 24 cioccolatini (la mia azienda ne ha perfino fornito uno per ogni dipendente!) –  e in Germania il buon cioccolato non manca di certo –  si passa a 24 piccole calzette o cappellini rossi e bianchi da riempire a proprio piacimento, perfetto per essere regalato. I prezzi variano dai 3 ai 50€ – non esagero! – nel caso di particolari rifiniture o contenuto pregiato.

È il mio primo Natale con un Adventskalender e sento davvero di essere tornata bambina in questa attesa che ci separa dal 25 dicembre quando, a differenza della quaresima, ci concediamo un piccolo peccato di gola al giorno. Ce ne sono anche di “meno golosi”, e ad Amburgo é stato abbastanza frequente trovare quello del tè, in una confezione apparentemente classica con 24 bustine di diversi aromi e tipologie (consiglio quello di Alnatura – una catena di negozi Bio – per gli appassionati del tè é pur sempre un’ottima occasione per averne tanti diversi ad un prezzo stracciato!)

Niente paura, anche un calendario salutare pretende di essere dolcemente “sporcato”. La carrellata succulenta di specialità che sto per presentarvi ha una caratteristica fondamentale e comune: la variegatissima presenza di spezie e frutta secca all’interno delle loro ricette. Mi sono soffermata sui dolci che potete trovare e comprare comodamente al supermercato, o nei drug stores, o nelle bäckerei per acquistare prodotti di maggiore qualità.

1. Spekulatius

Gli Spekulatius: questi biscottini sottili ma saporitissimi riportano le scene della storia di St.Nikolai, che in Germania fa le veci di Babbo Natale. Ne esistono di vari tipi: al burro, al cioccolato, ma quelli “veri” sono i Gewürz Spekulatius, con zenzero, cannella, cardamomo, anice stellato e frutta secca. Perfetti da inzuppare nel vino caldo!!!

2. Zimtsterne

Le Zimtsterne: ovvero stelline alla cannella spennellate di uno strato di glassa bianca. Oltre che buone da mangiare sono proprio belle da vedere!

3. Stollen

Lo Stollen: é forse il dolce più conosciuto e viene da Dresda. Attirandomi qualche bestemmia (come al solito!) lo paragonerei ad una versione tozza del nostro panettone: un panetto (con spropositate quantità di burro nell’impasto), uvetta, canditi e frutta secca. È previsto un ripieno centrale che qui ad Amburgo consiste principalmente di un cuore di marzapane – data la vicinanza con Lubecca.

 

I lebkuchen: originari di Norimberga, si trovano tutto l’anno sottoforma di cuoricini, un classico souvenir da riportarsi dopo un viaggio in Germania a qualsiasi stagione. In italiano lo chiameremmo “pan pepato”: per Natale, questi medaglioni speziati duri fuori e morbidi dentro vengono ricoperti di cioccolato, glassa o semplicemente con un disco di ostia bianca.

Potreste assaggiare Zimtsterne e Lebkuchen anche nei chioschetti dei mercatini di Natale, ma sarà solo nel prossimo post che mi soffermerò anche sul salato, sulle bevande, e su tutte le pietanze che potete trovare esclusivamente in questo periodo dell’anno e che, quindi, dovreste assolutamente provare in giro per le gelide piazze di Amburgo per riscaldarvi le mani, lo stomaco e il cuore.

 

Una gita fuori porta: Lubecca

(Dal blog “Hamburger di Amburgo” su Zingarate.com)

3 Novembre 2013

Come vi ho scritto in più di un’occasione, non avere piani per il weekend in Germania è un po’ da sfigati. Il programma può essere variegatissimo, ma non prevede il riposo, e il più delle volte implica il mettersi in viaggio sin dal venerdì pomeriggio. Allontanarsi dalla città di tutti i giorni sembra una fuga obbligata per staccare seriamente la spina e tornare al lunedì come nuovi.

Nel mio piccolo, almeno una volta al mese cerco di farlo anch’io, spinta da questo sguardo un po’ turistico che ancora mi porto dietro e la spinta a visitare e vedere che non mi abbandonerà mai in nessun caso.

E poi, è così semplice. Si spiega perché i tedeschi sono sempre in giro zaino in spalla, non è solo lo spirito più avventuroso, ma anche i prezzi: a Lubecca (come a Brema, che merita un’altra puntata apposita) ci siamo finite con un biglietto Schleswig-Holstein, un servizio fornito da DB (Deutsche Bahn) che permette di viaggiare illimitatamente in tutta la regione omonima con una sola prenotazione.Il prezzo è di 33€ ma il biglietto può essere condiviso con altre persone, per un massimo di 5. Più si è, più ci si diverse, meno si paga! Il biglietto vale un giorno intero, parte un treno ogni ora, e il viaggio dura solo 40 minuti, così non c’è neppure bisogno di fare la levataccia.

Il centro storico di Lubecca, patrimonio nazionale dell’UNESCO, è abbastanza contenuto. Arrivati in stazione si è ad un tiro di schioppo dalle porte della città, l’Holstentor, due torrioni dalla punta nera ad appuntita, un castelletto delle fiabe, impressione rafforzata dalle bellissime rose fucsia che non si sono lasciate afflosciare dalla pioggia battente. Basta attraversare il Trave, il fiume che circonda la città, anzi la abbraccia, portandola fino alla foce, Travemunde, lo sbocco al mare più vicino ad Amburgo, con una spiaggia di tutto rispetto, paragonabile a quelle dell’isola di Sylt (per cui ripescherò i racconti di un’altra gita fatta quest’estate). Infatti, pur potendo raggiungere il mare con lo stesso biglietto a soli 15 minuti di distanza, abbiamo preferito soffermarci a Lubecca, gironzolare per il centro, entrando in qualche chiesa evangelica, ben 7, duomo compreso, ma sempre deludenti dal nostro punto di vista per la vuotezza interna. Le casette a mattoncini rossi che occupano ogni vicoletto, ben si sposavano coi colori dell’autunno, dei pochi alberi ancora coperti di foglie, seppur bagnate.

Il clima novembrino ormai invernale e l’odore di anice, cannella, burro e zucchero diffuso per ogni vicoletto, infatti ci ha condotte presto verso l’interno: con un pranzo tipicamente tedesco da “Kartoffelkeller”, dove, come potrete immaginare dal nome, tutte le pietanze erano a base di patate o le prevedevano quantomeno come contorno. 250g di Schnitzel con una montagna di bratkartoffel e sto! Un po’ appesantite, siamo passate da un negozio di caramelle ad un rivenditore di the, per poi entrare nel tempio del marzapane, “Niedegger”, in Breite Strasse 89, di fronte alla bellissima piazza del Municipio – dove dal 26 Novembre il poi i mercatini di Natale rendono Lubecca ancora più favolistica. Perché Lubecca è così famosa per il marzapane, e come ci è arrivato fin quassù?

Il marzapane è, infatti, originario dell’oriente e ha seguito questa lunga rotta verso il mar Baltico solo dopo la scoperta del nuovo mondo, quando l’Europa possedeva abbastanza zucchero per unirlo alla pasta di mandorla e trasformarlo in opere d’arte e di gusto. Nello shop, il must è il cioccolato con ripieno di marzapane, di qualsiasi forma e peso, aromatizzato alla qualunque cosa, dalle pere allo champagne. Pare che le specialità siamo più di 300, torte comprese, da degustare nell’affollatissimo cafè. Proprio per questa ragione, andando un po’ controcorrente, la nostra fetta ipercalorica di Marzipan kuche l’abbiamo presa passeggiando lungo il Trave, all’imbrunire, in un posto “non ufficiale”, ma altrettanto buono e di classe. Il profilo illuminato della città a specchio sul fiume è stata una meravigliosa sorpresa per l’ultima passeggiata digestiva un po’ affaticata, prima del rientro.