caffè

Pausa pranzo amburghese #2 – La storia di Campus Suite

(Dal blog “Hamburger di Amburgo” su Zingarate.com)

1 ottobre 2013

 

“Ma come non conosci Campus?” Sembrava impossibile che c’avessi messo tanto a scoprirlo.

Per una pausa pranzo più discreta e più leggera rispetto a quella da Jim Block, non solo nell’apporto calorico, ma anche nel prezzo, Campus Suite è diventata la mia tappa fissa quando non ho il tempo di riempire un tupperware come si deve.

Sgabelli alti all’americana si alternano a divanetti vintage e tavolate lunghe per i battaglioni di young business men and women affamati quanto affrettati. Di gente ce n’è sempre tanta in fila, ma ordinare è un gioco: a meno che non si prenda un panino o un dolcino, in caso di piatto caldo e quindi una diecina scarsa di minuti d’attesa, il cassiere ti consegna una scatoletta blu trasparente con su il logo fiorato e farfalloso di Campus Suite. Un led lampeggiante ne segnala il funzionamento. Si illuminerà completamente iniziando a vibrare quando l’ordine è pronto, così da potersi nel frattempo accomodare e rilassare.

Infatti l’attenzione per il cliente – tendenzialmente giovane – è sempre stato il comandamento numero uno dei fratelli Frank e Leonard Steibisch, fondatori della catena che, in realtà, nasce come unico punto vendita a Kiel, come alternativa più genuina alla mensa universitaria, pessima anche in Germania come a qualsiasi latitudine.

La prima caffetteria Campus Suite, aperta nel 2004, offriva dolci fatti in casa e sfiziosissimi spuntini, tutto preparato con ingredienti freschi di prima qualità e soprattutto con una certa dedizione verso il cibo, attribuendo un valore ai pochi minuti di sosta di una giornata di studio o di lavoro intenso. Campus Suite era e resta un rifugio popolato da studenti, coppie – che incontro spesso con i loro neonati – e perfino professori (che si formalizzano molto meno rispetto a quelli italiani), un luogo pacifico dove ascoltare addirittura della buona musica, come dimostrano le proprie compilation acquistabili in negozio e su internet. Un’atmosfera tranquilla che ormai si ricrea in numerose sedi a Flensburgo, Lubecca, Hannover, anche in Austria (a Vienna) e ovviamente Amburgo.

Ecco la lista dei 14 Campus Suite amburghesi. Li trovate in:

– Osterfeldstraße 12-14

– Brandsende 2-4

– Domstraße 18

– Eppendorfer Landstraße 102

– Grindelallee 17

– Großer Grasbrook 10

– Jungfernstieg 4-5

– Am Kaiserkai 60-62

– Kasernenstraße 12

– Rothenbaumchaussee 47

– Steinstraße 5-7

– Stephansplatz 2-8

– Valentinskamp 91

– Christoph-Probst-Weg 3-4

Si sa quanto sia importante mettere in circolo un buon caffè per attivare il cervello ed essere produttivi: e Campus Suite ci tiene.

Da italiana devo dire che il caffè – non espresso, ma cappuccino e simili – rientra nella norma (niente di eccezionalmente buono o cattivo), ma bisogna dare atto del fatto che solo i baristi professionisti hanno il compito di prepararli. Chi non lo è, ma volesse lavorare da Campus Suite (c’è sempre qualche posizione aperta per un part-time o full time job) o è semplicemente interessato alla cultura del buon caffè, può seguire un corso o un workshop organizzato direttamente dall’azienda.

Non posso non concedermi una zuppa “Karotten und orangen” almeno una volta alla settimana, specie da quando le temperature si sono abbassate. Per soli 3,70€ ho una ciotola di crema (non brodaglia) impreziosita da qualche seme di zucca e un panino di accompagnamento. Finché il clima è stato più mite, ho preferito il cous cous con salsa remoulade, da mangiare sulle panchine di Planten und Blomen (l’immenso parco della città) all’ombra di qualche albero.

Il mio ufficio si muove compatto e al loro turno ordinano tutti la stessa cosa: i Surf Cup Nudeln.

Si tratta – attenzione – di penne (un po’ scotte) in salsa al pomodoro e panna, vagamente piccante. Lo adorano, e amano inzuppare il pane in questo sugo…mentre mangiano la pasta.

La prima volta che mi sono unita a loro per questo momento comunitario, avevo una smorfia di disgusto simile alla loro quando gli dico che vivo a Veddel.

 

Non ho saputo oppormi, rischiare il licenziamento per un piatto di pasta…! Però non tornerei in Italia con la boccia di questo sugo, che riporta sull’etichetta “Comprami, sono la salsa segreta dei deliziosi Surf Cup Nudeln!” nei frigo accanto ai Milch Reis e tutte le varie bibitine gasate e colorate. Mia nonna mi rispedirebbe al confine!


(photo credits: stadtbekannt.at)

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Se fuori piove – I migliori cafés di Amburgo

(Dal blog “Hamburger di Amburgo su Zingarate.com)

13 Settembre 2013

 

Il vento di metà settembre amburghese ci spingerebbe ormai a rintanarci in posti chiusi e riparati.

È finita la caccia al raggio di sole, all’ultima giornata da trascorrere al parco, e guai a dimenticarsi l’impermeabile. Ma niente paura.

Amburgo è per sua natura attrezzata di giacigli per il tempo libero indoor e la tradizione del “Kaffee und Kuchen” è uno di quegli appuntamenti per cui si attende il ritorno dell’inverno.

Dopo le 2 del pomeriggio ogni momento è buono per un caffè bollente e una fetta di torta gigante e burrosa. I tedeschi sono maestri di pasticceria, impossibile non notarlo spiaccicando il naso di fronte alla vetrina di una qualsiasi bakery. Seppur deliziose, il rituale del Kaffee und Kuchen richiede un po’ di tempo e di relax che gli stakanovisti crucchi solitamente non si concedono – perciò è meglio andare alla ricerca di un luogo da fare proprio. Si tratta infatti di una pratica abusata nel weekend, ma che trovo perfetta anche intorno alle 18 subito dopo l’ufficio.

Il caffè è un dilemma tutto nostro al di fuori dei confini italiani. Anche quello tedesco è una gran ciofeca capace di rovinare anche i momenti in cui cerchi disperatamente calore.

Urlerò in un post scritto tutto in  maiuscole il giorno della scoperta dell’espresso perfetto in Germania. Tuttavia, l’espresso, appunto, è un piacere rapido da prendere in piedi, al bancone, magari facendo due chiacchiere con il barista. Ovviamente è una situazione da ricreare difficilmente qui ad Amburgo, dove la continua frenesia spinge a godersi più a lungo la pausa caffè. E infatti il caffè è lungo: filtrato o americano. La regola per ovviare ad una tristissima delusione è una sola: LATTE. Qui è talmente buono – e sono in grado di schiumarlo – che un cappuccino o un latte “macchato” gli riesce bene in più del 50% dei casi, e nessuno si avvelena l’esistenza.

Questo lo scenario di un pomeriggio Kaffee und Kuchen: torta di carote, torta al formaggio – dove il quark (formaggio morbido e spalmabile a metà fra un Philadelphia e un mascarpone) la fa da padrone – con aggiunta di frutti di bosco, cioccolato, o rabarbaro (qui diffusissimo per qualsivoglia ricetta e nell’onnipresente Rabarbarschörle (succo di rabarbaro frizzante) che si contende le preferenze tedesche insieme all’Apfelschörle, a base di mela. E ancora, torta al burro (sì, è proprio questo il nome di una focaccia dolce ricoperta di mandorle e ancora burro,burro e burro che sembra miele, ma non lo è!), brownies – anche se non sono propriamente tedeschi.

Bavetta ai lati della bocca ed imbarazzo della scelta mi colgono sempre in questi cinque posti che riescono a sopire la stanchezza di una giornata o settimana da lasciarsi alle spalle e consolare qualsivoglia frustrazione, come solo un buon dolce può fare!

1) Café May – una mini catena con 7 sedi in tutta Amburgo. La mia preferita resta quella di St.Pauli, in Hein Hoyer Straße 14, una delizia fatta di parquet e comode poltrone damascate che ti fa dimenticare di essere a pochi passi dalla Reeperbahn – ad eccezione di qualche rissa in diretta dalle sue belle vetrine la domenica mattina. Citarlo per primo non è un caso: le sue torte sono insuperabili, come anche i prezzi, i più bassi di tutta la città. Il caffè è ottimo, ma generalmente accompagno le mie almeno 400kcal con un infuso artigianale di menta – anche questo parecchio diffuso.

2) Herr Max, che ti avvolge coi suoi colori pastello facendoti sentire dentro un mondo fatto di cupcakes. in Schulterblatt 12, nel cuore della Schanze (quartiere a nord-ovest di Amburgo, pieno di locali e ristoranti meta delle uscite “tranquille”) il punto a favore di questo piccolo cafè è che sia una vera e propria pasticceria. Le torte monumentali in vetrina infatti dimostrano che si tratti di un vero e proprio tempio del cake design.

3) Gretchens Villa, Marktstraße 142, nel Karolinenviertel, quartiere degli artisti e del vintage. Come per i negozietti circostanti, i prezzi si alzano un po’, ma valgono il nome conosciuto da qualunque amburghese – impossibile non esserci stati almeno una volta. Stessi colori con preponderanza di bianco, stessa atmosfera rilassata da cucina della nonna.

4) Klippkroog: come potrete intuire dal nome, trattasi di un posto caldo ed accogliente di retaggio scandinavo (in fondo non siamo così lontani, anzi, Amburgo è tanto Nordeuropea e soprattutto tanto danese). Arredamento essenziale, torte stratosferiche: le amiche potranno difficilmente dimenticare una crostata di frutta alle fragole senza gelatina e una Sacher torte di almeno 15cm! Siamo ad Altona (poco più a Nord di Schanze) in Große Bergstraße 255.

5) Deathpresso, “potrai dormire quando sarai morto” recita il cranio a forma di tazza che troneggia sull’insegna di questo tempio del caffè. Le loro miscele vengono da tutto il mondo e non possono non essere apprezzate. Da brava viaggiatrice open-minded ho voluto provare il loro filtrato, e non me ne sono pentita. La scelta di torte si riduce un po’, ma la qualità accompagna bene ciò che si beve. Beim Grüner Jäger 24, a confine fra Schanze e St.Pauli.

6) Pony Bar, rifugio di tutti gli universitari scappati dal Campus che sorge a pochi metri. Qui dolcetti pochi, ma caffellatte degno di questo nome e atmosfera irripetibile, fatta per lo piú da chi lo popola e chi ci lavora. Piccole sedie in legno o comodi divani vecchio stile, è il tipico posto dove mettersi a leggere o a scrivere lasciando l’alone della tazza sul foglio interessato. Allende Platz 1, proprio affianco all’Abaton Kino, accostamento perfetto per una serata coi fiocchi (si spera, ancora, non di neve!)