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ABC di Amburgo: la “secondogenita” di mamma Germania

(Dal blog “Hamburger di Amburgo” su Zingarate.com)

3 Settembre 2013

 

Esattamente 4 mesi fa, il 3 maggio del 2013, atterravo all’aeroporto internazionale di Amburgo con un convenientissimo volo diretto Easyjet da Roma Fiumicino.

Delle le mete possibili di una neolaureata italiana in fuga, avrei pronosticato tutto fuorchè la Germania, attanagliata dagli stereotipi per cui il nostro popolo da sempre evita i tedeschi:

– la lingua: “sembra che stanno sempre a litigare”

– il rigore: sembra che li abbiano allevati tutti ficcandogli sú per il didietro una mazza di scopa

– sono troppo precisi

– sono troppo severi

– sono nazisti

– mangiano male

– si vestono peggio

Un laurea in giornalismo, un semestre in Norvegia e molteplici viaggi all’Estero non riuscivano a sopire queste stupide credenze popolari a cui tutti un po’ abbocchiamo.

Alcune – specie le ultime due – sono vere.
Ne parleremo tanto da oggi in poi, raccontandovi la cittá anseatica, quella che é stata definita “the gateway to the world”, la porta verso il mondo, perché tanti qui approdavano solo per una notte, dai marinai a chi migrava verso le Americhe.

Insomma, Amburgo è un passaggio, piú che un posto dove restare.

Eppure ci sono stereotipi del tutto positivi che non mi spingerebbero mai a tornare in Italia: l’efficienza disarmante dei mezzi pubblici, la bellezza di pagare tante tasse godendo di benefici corrispondenti, l’utilitá di una corretta burocrazia.

E poi Amburgo è la capitale dei media tedeschi, ed è ció che mi ha portata fin quassú: svetta non lontano dalla stazione il palazzo di Der Spiegel, non puoi non sapere che la mega palafitta grigia con gli obló che affaccia su Baumwall è Gruner+Jahr, la piú grande casa editrice d’Europa.

Amburgo è la seconda cittá piú popolosa di Germania, dopo Berlino.

Infatti, a differenza di quest’ultima, non è stata ancora letteralmente conquistata dagli italiani e da tutti i giovani europei in fuga. Certo, la notizia di un’ottima qualitá della vita e una discreta possibilitá di trovare ancora il lavoro piú adatto alle proprie esigenze si sparge veloce e chiama rinforzi, a dispetto del tempo metereologicamente disastroso.

Qui c’é ancora spazio per tutti, o quasi.

É sempre stato cosí, l’accoglienza è intrinseca nella natura di Amburgo, uno dei piú grandi porti del mondo intero.
Attenzione, il porto nasce sul fiume, non sul mare. Il fiume è l’Elba e le sue acque abbastanza putride sfociano nel mare del Nord solo dopo un centinaio di chilometri.

Amburgo sorge nel punto in cui il lago Alster si immette nell’Elba.

L’Alster si divide in uno specchio ampio, l’Außen Alster la cui circonferenza è quotidianamente battuta da intrepidi esemplari in tuta da jogging, ed il piú piccolo Binnen Alster, cuore del centro cittadino, proprio di fronte a Rathausmarkt, la piazza del Municipio.

Il mio primo pomeriggio amburghese di quattro mesi fa lo passai proprio lí, seduta nel tramonto, dopo aver comprato un caffé filtrato to go – madornale errore da non ripetere! – ammirando le anatre, i cigni, e le coppiette che pomiciavano.

C’é qualcosa di magico in questa cittá che, eppure, è “finta“.

Infatti Amburgo fu quasi totalmente distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale ed è vittima del piú devastante bombardamento aereo nella storia d’Europa, il 28 luglio del 1943.

Insomma, tutto ció che vi trovereste attorno é stato ricostruito come nuovo non molto tempo fa, senza lasciar trasparire alcun tipo di ferita o trauma.
Sopravvivono pochi resti da visitare seguendo una caccia al tesoro, ma niente di paragonabile al muro.

Eppure vi elencheró anche i motivi per cui preferirla a Berlino.

Sono molti i giorni – come oggi, per esempio, dato che l´autunno è prepotentemente arrivato portandosi via un tepore altrettanto finto – in cui mi interrogo sul motivo per cui vivo qui.

I pro si alternano ai contro e gli uni prevalgono sugli altri – di solito dipende dai millimetri di pioggia caduti.

Ma come resistere all’atmosfera contraddittoria di St.Pauli che ospita, allo stesso tempo, il secondo quartiere a luci rosse piú famoso d’Europa e i brunch degli hipster di sabato mattina? Come non concedersi una lunga, lenta passeggiata verso Landungsbrücken, a farsi stonare dai rombi delle navi che avvisano della loro presenza, a guardare i moli, le gru, i cantieri?

Questa cittá è in continua evoluzione e costruzione, proprio come il mio futuro ancora incerto.

Forse è per questo che sono qui.

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