Mangiare hamburger ad Amburgo – Junk Food e dintorni

(Dal blog “Hamburger di Amburgo” su Zingarate.com)

9 Settembre 2013

 

Se questo blog si chiama così ci sarà un motivo!

Ebbene, quando le fortuite (e fortunate) circostanze della mia giovane esistenza mi hanno portata alla ribattezzata “crucchiland” ho dovuto salutare un po’ di amici prima di farmene di nuovi. Sapete, anche quelli più cari non sanno mai cosa dirti di preciso, le partenze sono momenti sempre delicati. Se poi il posto è nuovo ai più del gruppo, si va per tentativi, sparando stupidaggini. Se poi si va in Germania, da bravi italiani si fa riferimento agli stereotipi che vi ho già elencato.

Un’amica in particolare non faceva che ripetermi: “Ad Amburgo mangerai un sacco di hamburger!” – sì, abbiamo uno spirito un po’ di patata, e tanto qui le kartoffel non mancano! (appunto!)

Così, appena messo piede ad Amburgo, sono andata alla ricerca del piatto che, in teoria, doveva etimologicamente legarsi alla città. D’altronde lo dice anche Wikipedia:

“La parola è frutto di un prestito linguistico fra tedesco e inglese. Infatti l’identificativo tedesco hamburger (che indicava qualcosa o qualcuno originario della famosa città anseatica), passò nell’inglese colloquiale con la definizione di Hamburger steak ovvero “bistecca di Amburgo”.

Probabilmente, polpette di carne bovina erano comuni nella città e nel porto di Amburgo verso l’inizio del XIX secolo. Questa ricetta fu portata nel Nordamerica da parte dei numerosi tedeschi immigrati negli Stati Uniti in quello stesso periodo, la gran parte dei quali partivano dal porto di Amburgo (già allora maggior porto commerciale della Germania) e si diffuse con il nome di “Hamburger Steak”

La mia amica non aveva tutti i torti, peccato che mi imbattessi solo nelle cosiddette “frikadelle”, paragonabili per lo più a delle grosse polpette, nella maggior parte dei casi di pesce piuttosto che di carne – trattandosi di un porto e di una città di fiume non lontana dal mare.

Proprio quando stavo per arrendermi, ecco trovato il tempio del junk food tedesco, presente solo ad Amburgo – con 7 ristoranti sparsi per tutta la città – ed Hannover: Jim Block.

Una vera e propria istituzione per gli “hamburgers” (da intendere come abitanti di Amburgo) o quanto meno per i miei colleghi che fanno tappa fissa lì per pranzo almeno due volte alla settimana, per la gioia dei loro palati, ma non delle loro arterie.

Da non confondere con Block House – che appartiene alla stessa catena, ma offre carne arrosto – il Menù panino + patatine fritte (parecchio al di sotto degli standard!) o due ciabatte tostate all’aglio (roba da uccidere anche un toro) + bibita costa dai 5 ai 7 euro. Un po’ più di un Mc Donald ma li vale tutti. La particolarità di Jim Block fa un po’ Starbucks: ogni ordinazione riporta sullo scontrino il nome di una strada della città. É un segno di riconoscimento ed é il “codice” a cui si farà riferimento una volta pronto il piatto.

Guten appetit!

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