Le prime 10 cose da imparare ad Amburgo (e in Germania)

(Dal blog “Hamburger di Amburgo” su Zingarate.com)

27 Settembre 2013

Il tempo dell’espatriato passa in fretta. Fra pochi giorni saranno passati 5 mesi dal mio arrivo ad Amburgo. Non era una novità per me vivere all’estero, ma è la prima volta che sono in Germania – e forse era meglio se ci venivo prima in vacanza a tastare il terreno, un po’ come si fa quando si va a convivere prima di sposarsi.

Fosse per la città, in realtà, sarei pronta a celebrare un matrimonio perfetto e duraturo.

È a misura d’uomo, è ordinata, è pulita, educata. Architettonicamente bella. E spaventosamente vicina alla Scandinavia. Metterò presto in lista tutti i suoi pregi.

Infatti Amburgo ha un solo problema: gli Hamburgers. Gli amburghesi. E le città, si sa, le fanno i cittadini. Pur non essendo geograficamente così distanti, i tedeschi risultano un po’ marziani agli occhi di un italiano. A prescindere dagli stereotipi – una parola che ripeto spesso nei miei post – queste sono le 10 cose che ho subito notato vivendo la mia vita a Crucchiland, come l’ho ribattezzata. Ad alcune…sto lentamente facendoci l’abitudine, quasi le apprezzo. Altre…continuo a non accettarle! (ed è per questo che presto vi scriverò anche le 10 cose che mi fanno essere ancora un’italiana anche ad Amburgo).

(Image credits: 123RF)

#1 Qui non si puó bere nulla che non sia con kohlensäure, anidride carbonica. I tedeschi sono allergici all’acqua naturale. Ci devono mettere dentro una foglia, un fiore, un grano di pepe, un capello, qualcosa che gli stuzzichi il palato. La prima volta al supermercato nel reparto bibite m’è venuto spontaneo di comprare l’acqua con l’etichetta blu e la scritta “Classic”. Vuol dire che c’è un quantitativo di bollicine da sturarti il naso. Quella rossa, invece, è l´acqua degli sfigati, e dopo un po’ non ti disseta.

# 2 Sí, perché dopo un po’ i sapori pervadono anche le tue papille, fra salse, salsine e salsette. Non si accontentano piú di qualcosa di sano, bollito, insipido. Cercano sempre nuovi stimoli, vogliono sale, sale, sale, sale. Cosí il ricordo vago di due biondissimi turisti che ti cenavano di fianco durante le vacanze in montagna e con disgusto caricavano di altro sale la pizza appena servitagli…diventano stranamente concepibili.

# 3 Sei tu il deficiente che fa la colazione dolce. Tu e forse gli spagnoli. Il resto del mondo mangia pane e salame, fattene una ragione e smettila di credere che sei ancora dalla parte del giusto (vince sempre la maggioranza). La colazione tedesca è quella internazionale di fronte a cui ti sei sdegnato o divertito durante le vacanze (le stesse dove hai incontrato la coppia di biondi attempati di cui sopra). Per il dolce c’è sempre a disposizione tutto il resto della giornata: vi ho già raccontato a proposito del Kaffee und Kuchen.

Torte di otto piani fatte di burro al 50% e innaffiate da litri di cappuccino soddisfano e superano il tuo fabbisogno giornaliero, aiutate, dagli zuccheri introitati grazie alle bevande gasate di cui sopra.

# 4 Quando si entra in casa ci si toglie le scarpe. Magari le si lascia anche fuori, tutte sparpagliate, come fanno i miei dirimpettai turchi. Di ogni dimensione, i mocassini del papà su quelle mignon della figlia più piccola, fino alle scale. All’inizio è uno shock, un festival di calzini bucati ed imbarazzo. Poi capisci l’utilità: si sporca meno e si sta più comodi. Ed improvvisamente torneresti in Italia costringendo la tua famiglia a convertirsi a questa pratica – ma manca il pavimento in linoleum o il parquet per farlo senza prendersi la broncopolmonite.

# 5 É impossibile rimorchiare un tedesco in discoteca. Perchè, appunto, non ti rimorchiano loro. Dovresti buttartici addosso e malamente pur di farli reagire. Ammiccano, dondolano, ma non farebbero mai il primo passo. Così sai che chiunque ti si avvicini avrá qualche gene straniero da parte di madre o di padre. Questo non vuol comunque dire che ti richiamerà il giorno dopo (una regola da rammentare a livello universale)

# 6 Il weekend (Wochenende) é sacrosanto. Va organizzato nei minimi dettagli, tanto quanto la settimana di lavoro appena trascorsa. Se non hai nessun piano o resti in città sei uno sfigato assoluto.

A tal proposito vi ho già segnalato alcuni eventi validi ancora per questo weekend!

# 7 I tedeschi sono capaci di mandare giú quantitativi di birra improponibili. Questo non é uno stereotipo. A qualsiasi ora, anche e soprattutto al mattino presto. Non solo ora che è tempo di Octoberfest. E, appunto, sono insuperabili nello schifo lasciato dopo una qualsiasi festa/manifestazione/concerto. É un tripudio di schizzi di vomito, rivoli di piscio e carcasse di bicchieri di plastica e bottiglie di vetro appositamente recuperati dai trovatori di “Pfand” (in Germania puoi restituire vetro e plastica ottenendo in cambio qualche spicciolo che gli hai comunque pagato al momento dell´acquisto). Lo fanno perchè sanno che tutto sará ripulito prima che sorga il prossimo sole, come se nulla fosse accaduto. Tuttavia, dopo le 4 di mattina, in Reeperbahn ti servirebbero le scarpe chiodate.

# 8 Le feste sono tutte uguali: di paese, del porto, del molo, dell´angolo della strada: ci saranno sempre 50 stand che preparano 50 tipi diversi di schifezze che vorresti sbafarti dalla prima all’ultima, dolci e salate, ma soprattutto dolci (torna al punto 2). Ci sará sempre il capannetto che vende solo cetrioli, o solo cavoli fritti e gli immancabili cuoricini di pan di zenzero. Birra a fiumi, ovvio. (Torna al punto 7)

# 9 Va sfruttato ogni raggio di sole. Puoi spogliarti ovunque, vestirti come ti pare, puoi anche non depilarti: nessuno ti guarderà, nessuno se ne accorgerà, nessuno ti giudicherà. Tutti uguali nell’impudicizia.

# 10 Amburgo non é sul mare, ma sul fiume. (E questo più che il punto 10 dovrebbe essere il punto 1!) Tanti, me compresa, credevano che Amburgo fosse sul mare, mentre bisogna almeno viaggiare un’oretta e raggiungere Travemunde (vicino Lubecca) per vedere un’onda salata. Amburgo nasce sull’Elba, ed essendo uno dei porti più grandi del mondo non è esattamente un belvedere o un “bell’odorare”. Pensavo che il Tevere fosse sporco. Mi sono ricreduta!

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